“Colui che leggerà sarà destinato a morire.” Nella torrida estate romana del 2012, una studentessa universitaria della Sapienza trova per
caso, nel retrobottega polveroso di una libreria, un volume rilegato in pelle nera. È privo di titolo, privo di autore, macchiato di quello che sembra sangue rappreso. Sembra l'ennesimo cliché della letteratura paranormale, un marketing aggressivo a cui sorridere. Ma non c'è niente da ridere.